BIOGRAFIE :: VITE FALSE :: PERSONAGGI INVENTATI :: STORIE BORDERLINE
Luther Blissett — il calciatore — è nato in Giamaica nel 1958 e ha trascorso la sua carriera principalmente al Watford FC. Nel 1983, con l'acquisto da parte dell'AC Milan per circa un milione di sterline, divenne il primo calciatore nero di alto profilo a giocare in Serie A.
La stagione al Milan (1983-84) fu un disastro sportivo: 30 partite, 5 gol, eccessivo isolamento tattico in una squadra che non capiva le sue caratteristiche. Tornò al Watford l'anno successivo. La sua cessione è ricordata come uno dei trasferimenti più fallimentari della storia del calcio italiano.
È questa storia — un uomo di talento incompreso da un sistema che non lo capisce, un outsider che sopravvive al proprio fallimento pubblico e torna più forte — che ha reso il nome Blissett perfetto per il progetto italiano. Il nome porta con sé una narrativa di resistenza.
Luther Blissett il calciatore ha dichiarato di essere divertito dal progetto italiano che usa il suo nome. In un'intervista del 1997 disse: "Più famoso in Italia per quello che non ho fatto che per quello che ho fatto." Il progetto gli ha mandato una copia del libro Q.
Maria Kolbe-Sinti è un personaggio inventato dal progetto Luther Blissett nel 1995 per firmare articoli e saggi nei circuiti accademici e alternativi europei. La biografia è stata costruita con cura maniacale: università frequentate, pubblicazioni, convegni, persino lettere di risposta da colleghi che avevano interagito con "lei" via posta.
Kolbe-Sinti ha "pubblicato" tre articoli in riviste di teoria dei media, ha "partecipato" a due convegni (inviando contributi scritti firmati), ha ricevuto due lettere di risposta da accademici reali. Uno di questi ha tentato di invitarla a tenere una conferenza a Berlino.
La sua "opera principale" è un saggio intitolato Simulacrum Machinae: La tecnologia come spazio di produzione del soggetto moderno, un testo denso, deliberatamente oscuro, che mescola Baudrillard, Foucault e Donna Haraway in modo convincente. È stato citato in una tesi di dottorato.
Luther Blissett ha rivelato l'inesistenza di Kolbe-Sinti nel 1997 con una lettera alle stesse riviste che avevano pubblicato i suoi articoli. Nessuna ha risposto pubblicamente.
Dall'autunno del 1994, sui muri di Bologna sono comparse scritte in caratteri gotici con il testo: "L'ANONIMO DI BOLOGNA HA SCRITTO QUESTO MURO". L'autore non è mai stato identificato. Forse sono molti autori. Forse è una performance. Forse è letterale.
Nei circuiti underground bolognesi si parla di un personaggio — o un collettivo — che ha sviluppato un'estetica coerente, una mitologia dettagliata e una serie di testi distribuiti in fotocopia firmati "L'Anonimo di Bologna". I testi sono di qualità letteraria alta. L'identità rimane sconosciuta.
Alcuni sostengono che sia un unico individuo. Altri che sia un nome collettivo usato da chiunque voglia — un Luther Blissett locale, più piccolo, più misterioso. Impossibile sapere. Forse irrilevante sapere.