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VISIONI VERE

REPORTAGE :: TESTIMONIANZE :: CRONACHE :: CONTROINFORMAZIONE

LA VERITÀ NON ESISTE: ESISTONO LE VERSIONI OGNI TESTIMONIANZA È PARZIALE LA NOSTRA PARZIALITÀ È DICHIARATA CONTROINFORMAZIONE ≠ DISINFORMAZIONE LA VERITÀ NON ESISTE: ESISTONO LE VERSIONI OGNI TESTIMONIANZA È PARZIALE LA NOSTRA PARZIALITÀ È DICHIARATA CONTROINFORMAZIONE ≠ DISINFORMAZIONE
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Visioni Vere pubblica reportage, cronache e testimonianze da dentro
i movimenti sociali italiani ed europei degli anni '90.

Non pretendiamo l'oggettività dei media mainstream che,
fingendo di non avere punto di vista, ne hanno uno molto preciso:
quello del potere.

Noi dichiariamo la nostra parzialità. Stiamo da una parte.
E raccontiamo quello che i giornali non raccontano.
◉ PARIGI, FRANCIA 11 MARZO 2026

Luther Blissett furioso: "Karen mi ha spezzato il cuore, basta ora vi dico tutto"

La rottura shock che sta facendo tremare l'underground europeo. E' finita tra i due personaggi più misteriosi d'Europa. Lei è già sparita con un altro nome. Lui vuole vendetta.

Luther Blissett e Karen Eliot si sono lasciati. E la rottura è stata brutale, spietata, senza precedenti. Lei lo ha mollato all'alba. Con un biglietto. Come nei peggiori film di serie B. Lui adesso è furioso. E ha deciso di raccontare tutto. Erano la coppia più enigmatica del panorama culturale europeo. Lui, nome collettivo adottato da migliaia di attivisti. Lei, identità multipla che appartiene a chiunque voglia usarla. Sembravano perfetti l'uno per l'altra. Invece no. «Me ne sono accorto quando ho trovato il cassetto vuoto» avrebbe confidato Luther a un testimone oculare rimasto anonimo. «Non aveva lasciato niente. Nemmeno un paio di calze». Il biglietto che Karen ha lasciato sul comodino — e che la redazione di Le Pariesien afferma di aver visionato, anche se in realtà potrebbe averlo scritto chiunque — diceva: "Non sono mai stata solo tua". Sei parole. Sei colpi di Tantō.

Ed è qui che la storia si fa piccante. Luther, secondo fonti di Le Parisien vicinissime all'ambiente, ha aperto il suo laptop quella stessa mattina con un'unica intenzione: DIRE TUTTO. E di cose da dire ne aveva parecchie. Sa, ad esempio, che Karen — quella che si atteggia a simbolo di libertà assoluta e identità fluida — odia i piccioni. Sì, avete letto bene. I piccioni. Una fobia di cui si vergogna moltissimo. Sa che la sera del 14 febbraio di due anni fa, Karen ha pianto davanti a un quadro in un museo di Chicago. Un quadro! Altro che rivoluzionaria senza sentimenti. Sa che Karen, a un certo punto della sua vita, ha tentato addirittura di avere un'esistenza normale. Gerani sul balcone. Lavoro fisso. Nome anagrafico. È durata undici giorni. Undici. E sa - e questa è la bomba vera – che lei per vanagloria va in giro a millantare di possedere documenti dell’underground punk e post punk italiano spacciando per materiale storico e introvabile prodotti che in realtà sono invece attuali, ingannando persone che si fanno irretire dal suo charme. Come è accaduto a Palmacci della Capit Mundi? al quale ha rifilato una borsa piena di audiocassette, vinili e fanzine raccontandogli che era materiale dell’underground italiano degli anni '80 ma che, in realtà, lei aveva artefatto ad hoc per trarlo in inganno. Si trattava invece di artisti anche abbastanza conosciuti con i loro veri nomi. E Palmacci ha abboccato tanto da spendere soldi per produrre un vinile compilation intitolato No Capitulation con quel materiale! Poveraccio.

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PRIMA PAGINA E ARTICOLO DE "LE PARISIEN" :: 11 MARZO 2026 :: CLICCA SULLE IMMAGINI PER LEGGERE

Ed ecco il colpo di scena che nessuno si aspettava. Luther decide di fare coming out. Fonti presenti nella stanza — o che dicono di esserlo state, il che con questi due è sempre tutto da verificare — raccontano di averlo visto fissare lo schermo per minuti interminabili, le dita sul mouse, il cursore che lampeggiava sulla casella "Pubblica". Poi ha cliccato con rabbia nonostante che egli si sia reso ben conto che sparare a zero su Karen significava sparare a zero su chiunque abbia mai usato quel nome. E tra chi ha usato quel nome c'è anche lui, in qualche modo. «È come se volessi fare del gossip su te stesso» ci ha spiegato un esperto di identità collettive contattato telefonicamente. «Ti rendi conto che non potresti farlo. A meno di non essere completamente autodistruttivo». E stavolta Luther pare che voglia davvero farla finita non come, solo simbolicamente, fece il 31 dicembre 1999...Tutti speriamo sinceramente che non accada il peggio.

Chi sono Paolo Palmacci e la Capit Mundi?
Dire chi sia Paolo Palmacci è impresa ardua anche perchè sostanzialmente inutile. Lui si auto-definisce un agitatore ma nel senso che gli riesce naturale far insorgere effettivamente degli stati di agitazione nelle persone con cui si relaziona. La Capit Mundi è la società da lui fondata nel 2023 che ha come mission "La Bonifica Multimediale della Palude Mentale"
— Testimonianze raccolte sul web
Le Parisien ha interpellato tre esperti di gossip subculturale underground su quello che è accaduto. L'esito è stato il seguente:
Il primo non ha voluto rispondere. Il secondo ha risposto ma ha chiesto di non essere citato. Il terzo ci ha mandato una email firmata "Luther Blissett", il che non è stato certo di grande aiuto.
— Testimonianze raccolte dopo la pubblicazione di Luther

Presto tutti gli aggiornamenti su questa vicenda che sta sconvolgendo collettivamente il subconscio di tutta l'Europa subculturale

PARIGI 2026 RIVELAZIONI SHOCK CAPIT MUNDI? PAOLO PALMACCI KAREN ELIOT
◉ BOLOGNA, ITALIA 17 FEBBRAIO 1995

Il Carnevale dei Morti: Bologna Bloccata per Sei Ore

Seimila persone in maschera hanno occupato il centro storico di Bologna per protestare contro la gestione della sicurezza nei locali notturni dopo la morte di quattro ragazzi in un incendio. Per sei ore il traffico è stato impossibile, le autorità paralizzate.

Le maschere erano il punto. Non si trattava di maschere carnevalesche tradizionali — nessun Arlecchino, nessuna Colombina. Erano maschere di morti, scheletri dipinti sui volti, abiti bianchi come sudari. Il corteo sembrava uscire da una stampa del Medioevo, da una danse macabre.

L'idea era di Luther Blissett — o meglio, di alcuni Luther Blissett bolognesi che avevano discusso per settimane della migliore forma di risposta alla tragedia. Una manifestazione tradizionale sembrava insufficiente. Ci voleva qualcosa che parlasse il linguaggio dell'irrazionale, del simbolico, del grottesco.

[📷] PIAZZA MAGGIORE, ORE 15:32 :: CORTEO DEI MORTI :: PELLICOLA ESAURITA

Arrivati in Piazza Maggiore, il corteo si è seduto. Tutti insieme, in silenzio, per venti minuti. Seimila maschere da morto sedute in piazza sotto la statua di Nettuno. Il silenzio era più rumoroso di qualsiasi slogan.

Perché le maschere da morto?
"Perché sono morti. I quattro ragazzi sono morti. E noi eravamo lì quella notte — non lì, ma eravamo il tipo di persone che vanno in quei posti. Sono morti al posto nostro. Le maschere erano il modo di dire: siamo tutti morti, in qualche senso. E siamo arrabbiati."
— Testimonianza raccolta dopo la manifestazione
Come ha reagito la polizia?
"Non sapevano cosa fare. Non c'era nessun servizio d'ordine da caricare, nessuno che alzava i pugni, nessun corteo da deviare. C'erano seimila morti seduti in piazza in silenzio. Cosa fai? Carichi i morti?"
— Testimonianza raccolta dopo la manifestazione

Dopo il silenzio, il carnevale. Musica, balli, teatro di strada improvvisato. Quattro ore di occupazione festiva della piazza principale. La città fermata non dalla violenza ma dal simbolico, dall'irrazionale, dalla maschera.

BOLOGNA 1995 MANIFESTAZIONE TEATRO POLITICO CARNEVALE
◉ BERLINO, GERMANIA 3 OTTOBRE 1996

Squatland: Vita nei Centri Autogestiti Tedeschi

Tre settimane immerso nella rete dei centri sociali autogestiti berlinesi. Reportage di un Luther Blissett italiano nella capitale tedesca dell'antagonismo.

Il Wall è caduto da sette anni. Berlino Est è ancora un cantiere — fisicamente, socialmente, politicamente. Negli spazi vuoti lasciati dalla DDR, nei palazzi abbandonati della Prenzlauer Berg, del Friedrichshain, del Mitte, sono sbocciati centri autogestiti di una varietà e una vivacità che non ho mai visto in Italia.

La Köpi, l'Eimer, il Tacheles — nomi che nella scena antagonista europea circolano come miti. Non sono miti: sono edifici. Edifici occupati, riscaldati d'inverno con stufe a legna, illuminati da generatori, pieni di gente che lavora, discute, suona, espone, stampa, cucina.

"L'autonomia non è un'ideologia. È una pratica. È riscaldare il palazzo d'inverno con le proprie mani. È cucinare per duecento persone con le verdure del mercato rionale. È costruire una comunità fuori dal mercato." — Abitante della Köpi, ottobre 1996
BERLINO SQUATTING AUTOGESTIONE CENTRI SOCIALI 1996
◉ CHIAPAS, MESSICO 1 GENNAIO 1994

Zapata Vive: Dispacci dal Chiapas

Il primo giorno del NAFTA, l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale occupa quattro città nel Chiapas meridionale. Il Subcomandante Marcos parla con una maschera. È un Luther Blissett messicano.

Non siamo stati lì. Ma i fax arrivavano, i messaggi sulle BBS circolavano, le parole di Marcos rimbalzavano su Internet quando Internet aveva ancora un'anima. Quello che i media italiani filtravano e comprimevano, noi cercavamo di diffonderlo intero, nella sua complessità.

Lo zapatismo ci ha insegnato qualcosa di fondamentale: si può fare una rivoluzione e non voler prendere il potere. Si può lottare senza un'avanguardia che guida. Si può parlare con una maschera e essere più sinceri di chiunque mostri il viso.

ZAPATISMO CHIAPAS MARCOS NAFTA RIVOLUZIONE